Linfinito

L’ODORE DEI SOLDI
di
Elio Veltri
e Marco Travaglio
 Editori Riuniti, Roma. 2001.

L’ascesa di Silvio Berlusconi ha affascinato milioni d’italiani. La storia dell’uomo che grazie al lavoro e a un talento imprenditoriale crea dal nulla un impero finanziario e che poi sacrifica la cura dei propri interessi per consacrarsi al servizio del paese, è in effetti degna di un romanziere di successo. Nel corso degli anni, diversi guastafeste hanno cercato di andare oltre questa facciata per cercare di rispondere a una domanda piuttosto banale ma finora inevasa: Chi gli ha dato i soldi? Il risultato dei loro sforzi è una storia altrettanto interessante, ma meno edificante, di scatole cinesi, holding misteriose, società fantasma, improbabili prestanome, vagonate di miliardi ancora in cerca d’autore, contatti con ambienti inquietanti.
Questo libro illustra alcuni aspetti della storia di Silvio Berlusconi attraverso una scelta commentata di documenti "pesanti". L’intervista Paolo Borsellino rilasciò, due mesi prima di morire, a una TV francese sulle indagini della sua procura sui rapporti tra Berlusconi, Marcello Dell’Utri e Vittorio Mangano. I rapporti stilati da un funzionario della Banca d’Italia e da un ufficiale della Dia, per conto della procura antimafia di Palermo, su centinaia di miliardi di finanziamenti al gruppo Fininvest. Gli interrogatori, a tratti esilaranti, di Berlusconi e Dell’Utri al processo di Torino per le fatture false di Publitalia. E per chiudere, una "prova su strada" del conflitto di interessi: la legge Tremonti (con successiva interpretazione ad hoc), ovvero una trovata del Berlusconi governante, che ha permesso di risparmiare centinaia di miliardi al Berlusconi imprenditore.(30.000 miliardi di lire vecchie).

GEORGIONA

Georgina appena nata, ma Georgiona dopo, nacque nel popoloso quartiere di Pianura una cinquantina d’anni fa. La sua famiglia per tirare a campare spaccava la lira, come si suole dire nel popolo. Crebbe e si nutrì soltanto di carboidrati, di pasta e pane; la carne o il merluzzo non vide mai.
Alta un metro e mezzo, pesava cento e più chili. Avuto il primo mestruo, sposò l’uomo, che violentava le sue bambine e se la giocò a carte. Da tredici anni a venti subì "violenza" mille volte, nessuno la difese e l’aiutò.

Lei camminava per la città con i figli, che non potevano nutrirsi.

Un anziano con la madre paralitica le dette ospitalità e, dopo la morte, le lasciò l’appartamentino. Cominciò ad elemosinare. L’ennesimo uomo si presentò, la possedette e si fermò nella sua baracca, ma era già sposato e malato di diabete mellito, alimentare.

Geloso e manesco, l’amante controllava la ragazza, senza alcun sostentamento. Uno dei figli cominciò la professione del ladro e finì in galera. Un altro morì sul lavoro mentre preparava i fuochi d’artificio. Lei si prostituì, tentò il suicidio, s’ubriacava e s’ammalò d’epatite virale. L’ultima figlia, uscita dal collegio, si presentò alla madre, chiedendo ospitalità per sé e per la sua amante. Si, era omosessuale e pretendeva che la madre assistesse alle sue prestazioni. Fu cacciata da casa. La sorella di Giorgina, il figlio con la moglie furono uccisi in un agguato di camorra.

Oggi la donna frequenta l’Ambulatorio della Carità, raccoglie abiti, cibi, qualche soldo e una parola buona.

Vi siete chiesti quante Giorgine sono nel mondo? Senza casa, senza soldi, malate, che finiscono nella rete dell’organizzazione mondiale della prostituzione. Aiutiamole, non aspettiamo che la globalizzazione sia solo politica e si abbandonino gli indigeni. Grazie a nome di Georgina e delle tante Giorgine, che affollano il mondo.

LE ULIVE NERE

Cercavo giorni fa di spiegarmi il piacere per le ulive nere da cosa origina. Ebbene sono venuto a capo del desiderio. Nel 1947, rientrato da Greci, fui ospite con i miei genitori e mio fratello di una zia, sorella di mia madre. Dopo pochi mesi, mia zia decise di risposarsi con un vedovo con cinque figli. La convivenza divenne impossibile e dopo un violento litigio mio padre ed io andammo via. Ci recammo prima in una cantina a mangiare quattro ulive, un pezzo di pane e un bicchiere di vino rosso e poi entrammo in un ospizio cittadino. Durante la notte sul muro vedevo le ombre dei vecchietti che dormivano e russavano e sognai le quattro ulive nere, che ricordo ogni volta a tavola nel piatto. Non ho rimosso il problema, ma non mi interessa perché non nuoce ai Capi di Stato, ai commendatori della Repubblica, ai nobili.

LA CUCINA DEL DOTTOR FREUD

…E oggi giorno l’incremento statistico nell’incidenza della sessualità orale smentisce la teoria che questo tipo di sessualità rappresenti una pulsione parziale, un piacere preliminare. No, no, questi atti sessuali sono tentativi da parte della pulsione orale di incorporare la genitalità nella sorgente libidinale da cui essa è scaturita nella tarda infanzia, costringendo l’orifizio a un prolungato periodo di latenza, che sfocia a volte proprio nei disordini alimentari della prima adolescenza: obesità e anoressia. Basta notare i nomi di cibi e sapori artificiali attinenti al cibo, attribuiti recentemente a varie lavande genitali, supposte e stimolanti sessuali, per rendersi conto di quanto le gratificazioni sessuali derivino da piaceri orali…