IL MALEDETTO INCASTRO
Scena: interno di un’abitazione rurale di una cittadina campana alle falde del Vesuvio PERSONAGGI: paraninfo, fattucchiere, patriarca, ragazza, giovane. MATRIARCA: Buongiorno, don Menio. Come mai da queste parti? FATTUCCHIERE: Signora, ho portato l’intruglio che mi avete chiesto. Vado di fretta. Tenetevi la bottiglietta e custoditela bene. Arrivederci. PARANINFO: Posso entrare? Buongiorno, signora! Come vanno gli amori? Se male, provvedo subito. Tengo due giovani a portata di mano, che fanno al caso vostro. L’anno scorso mi avete compensato molto bene. MATRIARCA: Vanno ancora d’accordo. Appena dovesse accadere qualcosa, vi farò sapere. PARANINFO: Stiamo durando. L’anno scorso ne cambiammo una sessantina, vale a dire uno ogni settimana circa. Avevo preso gusto a dire: ”Signora, ho provveduto alla vostra richiesta. Ho trovato un giovane, che fa al caso vostro. “Voi rispondevate ansante:”Che professione svolge, come si chiama, è alto, bello?” Io replicavo:”Piano, piano, sta fuori; ve lo faccio subito conoscere. Beh, signora, per ogni eventualità, sapete dove trovarmi. Arrivederci. MATRIARCA: Figlia mia, speriamo che con questo si arrivi al matrimonio. Ti raccomando di dire che non sei mai stata fidanzata, che non hai visto mai volto di un uomo, che non conosci un’acca della vita. Deve crederti un angelo. GIOVANE: E’ trascorso del tempo, ma sono emozionato. Non mi era mai successo una cosa del genere. Io sono abituato alla conquista. RAGAZZA: Qui è tutto diverso. Ci si fidanza una sola volta, non si parla per strada con i giovanotti, non si conosce volto di uomo, non si capisce un’acca della vita. GIOVANE: Male da un lato, perché bisogna arrivare preparati al matrimonio. Potrebbe essere un bene dal lato morale con le debite riserve. Una gemma rara in un mondo, che sa solo cos’è la corruttela. MATRIARCA: Prendi una gustosa tazza di caffè, roba fatta in casa, genuina. GIOVANE: Mi fanno ridere, quando si parla di miscele con fatture. Idee che appartengono al satellite dell’ignoranza. Che strano caldo stamattina! Tutti alla spiaggia: ossa, carne e pelle al mare: un carnaio. Egregie, i tempi sono mutati. Ai tempi vostri c’era più ipocrisia, ma era la stessa cosa. MATRIARCA: Per amore del cielo! Ti dico che c’era più semplicità. Ma le mie figliole sono rimaste a quella semplicità. Io sono ancora ingenua in certe cose. Raccontano sozzure, che fanno rabbrividire alla mia età. GIOVANE: Penso che tu sia diversa dall’ambiente in cui vivi. Penso che tu sia una ragazza evoluta. Ti sei adeguata ai tempi. Non dimentichi lo sbalorditivo progresso di oggi. Sarebbe assurdo vivere contro corrente. RAGAZZA: Noi non viviamo contro corrente. Viviamo secondo quanto nostra madre ci ha insegnato. Nostra madre ha detto sempre che innanzi tutto il denaro è alla base dell’amore. Poi viene il resto. Non siamo mai state fidanzate, non abbiamo mai conosciuto volto di uomo e non conosceremo altro se questo amore dovesse fallire. Meglio il convento. GIOVANE: Fidanzate cento volte, violentate e abbandonate, tutto ciò a me non interessa. Basta solo che ci si dedichi completamente al nuovo amore. Il soldo poi serve non in senso assoluto, ma relativo. Avete una mentalità gretta e fuori epoca. E qui esiste una forma patriarcale superata da secoli. Siamo indietro di millenni rispetto alla signora civiltà. MATRIARCA: Ho pensato di celebrare un unico matrimonio. Due sorelle e due fratelli. Fantastico!. GIOVANE: Quanta fretta! Senza conoscersi si convola a nozze. Diamo tempo al tempo. E poi insieme… MATRIARCA: Quando dico una cosa non voglio che mi si contraddica, assolutamente! GIOVANE: Voi siete stati educati ad agire così, ma noi no. Solo se il maestro Pitagora asseriva qualcosa, i suoi discepoli esclamavano in coro :”Dixit!” e tacevano. Ma non tutti sono Pitagora. In epoca spaziale obbligare il matrimonio. Ma stiamo scherzando? E l’amore, dov’è l’amore?? MATRIARCA: Parli sempre d’amore, ma a che cosa serve questo amore benedetto? GIOVANE: Purtroppo, questo amore, che domina il creato, che fa soffrire e gioire, non lo capirete mai. Capirete soltanto l’amore per il soldo, il maledetto denaro. Vedo che il mosaico traballa. MATRIARCA: I soldi sono la base di tutto! GIOVANE: Signora, siamo agli antipodi. Io dico bianco e voi rispondete nero. Io ideale e voi materia. Io verità e voi bugia. Io progresso e voi regresso. Egregia signora, restate con la vostra ed io con la mentalità. Mi dispiace per la ragazza, che purtroppo fa parte del naufragio ambientale. MATRIARCA: Dunque, è tutto finito? GIOVANE: Abbiamo appena iniziato e già tutto è finito. Avete creato un maledetto incastro! Se il male è alle radici, meglio svellere la mala pianta. Arrivederci! E ricordate che avete perso un’altra battaglia decisiva. Bisogna estirpare le ortiche! RAGAZZA: Non sono stata mai fidanzata, non ho conosciuto volto di uomo, meglio il convento. PARANINFO: Stavolta, signora, ho provveduto alla vostra solita richiesta!…
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