La Posta dei Lettori   
Lettera a Chiosi
Caro dottore, il vostro richiamo sulla mia prosa sull’intendere della storia napoletana, come epoca illustre, merita una precisazione. Io voglio solo affermare che durante il Fascismo ho creduto di essere un uomo libero con libertà di pensiero, magari mi è sembrato che ci fosse più ordine, meno ladri, più rispetto per gli anziani.
Mi dica:”Che cosa intende Lei per libertà ed in quale terreno umano esiste la libertà?" La libertà è un’illusione che ogni essere si crea secondo il proprio modo di vita. Si afferma che Cuba sia il paradiso terrestre. Che l’America sia la patria della democrazia. Libertà: io dico che ogni mondo è paese e non vi può essere libertà di popolo finché vige l’accaparramento di chi guida il carrozzone industriale del mondo. E penso che tutti i governanti siano delle marionette nelle mani della delinquenza, della mafia, della massoneria, della camorra. Quando io dico lo splendore di un tempo voglio dire il rispetto in Europa che godeva il regno delle due Sicilie, i progetti (scuole, ospedali) che venivano realizzati e non diventavano cattedrali del deserto solo abbozzati. Il popolo è stato sempre sottomesso e lo sarà per tutto il tempo dei tempi. (continua...)
Gentile Poeta
Si deve solo sperare, che, dopo millenni di sopportazione, il popolo sempre bambino maturi, ma quando sarà adulto per scacciare i dittatori dal mondo e dare una capanna a chi non l’ha?. Pensate, oggi 2008, nel globo ci sono una cinquantina di conflitti di popoli affamati e oppressi dai cosiddetti portatori di democrazia, ovvero guerrafondai e becchini. Per finire affermo che Napoli dalla notte dei tempi non è stata mai libera, dai cumani, ai romani, dagli angioini agli aragonesi, dai borboni ai fascisti. Pensate all'Albergo dei poveri. Carlo Terzo raccoglieva i poveri del regno, ma non dava loro una casa e una dignità. E’ triste la constatazione, ma il Sud dell’Italia è stato sempre maltrattato dai Savoia. Con la nascita della repubblica nel 1948, De Gasperi tentò di innescare una cerniera con l’aiuto di Togliatti, ma non poteva riuscire nell'intento. Le industrie appartengono al Nord. Per volere di Dio. Lasciamo stare, ma vi procurerò una buona letteratura sulla rilettura del Risorgimento italiano. Le forze occulte hanno sempre tenuto divisa l’Italia dal Nord. Buona lettura di poesie sue e dei grandi poeti (Lorca, D’Annunzio, Di Giacomo, Russo, G.Penza) e saluti alla sua signora ucraina napoletana.
F.P.
Il ciarlatano Mario Chiosi

Dialetto Sarnese
Sarno, 24 gennaio 2008
Egregio dott. Penza,
su segnalazione di mio cognato Francesco Mancusi (impiegato presso il Comune di Sarno) ho il piacere, condiviso da mia moglie Nunzia Cerbone e dal mio amico Giovanni Salerno, di inviarvi, in omaggio, copia del Dizionario del parlare sarnese d’altri tempi, di Raffaele Salerno a cura di Nunzia Cerbone, Emilio Prisco, Giovanni Salerno, nella certezza che potrei esservi utile per i vostri studi sul dialetto dei paesi della Campania.
Con i piu’ cordiali saluti, Emilio Prisco
Ringrazio pubblicamente Emilio Prisco per avermi donato il Dizionario del parlare sarnese, che si aggiunge a quelli di Pietraroja, di Torre del Greco, di Visciano e dell’abate Galiani.
Franco Penza

Dialetto Sannita
Ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti del mio modesto vocabolario. Circa il dialetto sannita, c'è da dire che ogni paese del Sannio, sia beneventano che molisano, ha la sua versione con particolarità specifiche, anche se il ceppo è lo stesso. Puoi rendertene conto leggendo il vocabolario del dialetto di Pesco Sannita, pubblicato anch'esso su www.ilc.it , su cui c'è anche una pubblicazione sull'influenza del francese e dello spagnolo sul dialetto napoletano, che ovviamente ha molto influenzato i dialetti della campania. I linguisti tedeschi, come al solito, si sono molto interessati e approfonditamente dei dialetti meridionali. L'etimologia delle parole dialettali le ho tratte dal vocabolario latino di Georges-Calonghi, dal vocabolario spagnolo della Reale Accademia Spagnola sul relativo sito web della Spagna, dal vocabolario della lingua francese dell'Accademia di Francia sul relativo sito web e da altre fonti. Dell' osco sui dialetti sanniti non è rimasto quasi niente per la capillare repressione e azione distruttiva dei Romani, specialmente di Silla. Spero di averti fornito qualche notizia utile: se vuoi conoscere il dialetto di Torre del Greco, realizzato da Salvatore Argenziano, puoi vedere sul sito www.vesuvioweb.com
Cordiali saluti, Piero Bello

Religione
In molti hanno chiesto l’origine del termine biblico Nabatei. Rivolgiamo la domanda a Mons. D. Gianfranco Ravasi della Diocesi di Milano e Biblista.
Caro Dottor Penza, sui nomi di popoli la ricerca etimologica è molto ardua. Per i Nabatei qualcuno ha pensato ad un collegamento con Nebiot, figlio maggiore d’Ismaele (Gn 25,13), ma senza reale conferma. Moab è ancora più oscuro, tant’è vero che neppure la Bibbia ci prova, a differenza di quanto fa per il fratello eponimo di un altro popolo Ammon (Gn 19,37-38).
Cordialmente, D. Gianfranco Ravasi

Commento ai SONETTI CANTI FRAMMENTI di Giuseppe Penza
Gentile dottor Penza,
mi creda: l’aggettivo che Le rivolgo non è di circostanza o di stile, ma di appropriata pertinenza perché solo un animo squisitamente gentile come il Suo poteva concepire ed attuare il divisamento di offrire alla dolce e cara immagine paterna la filiale testimonianza di affetto che Lei si appresta a tributarle. “Onora il Padre”, fu l’alto comandamento che risuonò tra gli ardenti roveti del Sinai, oggi tanto spesso inascoltato pur se perennemente attuale; e ad esso Lei sa aderire in piena e partecipe dedizione. Tramandare il ricordo del Suo Papà è un atto dovuto, perché è stato un uomo vero, capace di affrontare la vita –e una vita non facile- con impegno animoso e sorridente, con lena impavida e tenace, con spirito di sacrificio encomiabile e in totale attaccamento ai doveri del proprio mutevole stato: ma soprattutto con amore e fede: Amore e fede specularmene riflessi in quel Suo fluido far poesia, nel Suo accostarsi alla delicatezza di un fiore e al sorriso di un bimbo come al mistero del dolore ed agli interrogativi del non comprensibile con la medesima, attonita apertura di un cuore delicatamente pensoso e sensibilmente recettivo… (continua...)
Ed è stato proprio il dono eccelso della fede a muovere ed illuminare il Suo pensiero: quel pensiero che ha saputo sublimarsi nei versi struggenti delle estasianti “Laude”, nelle plastiche sequenze di eventi straordinari, di sacrali ricordi, di intense speranze, ma anche di ironici bozzetti e di ammiccanti amenità. Tutto il Suo comunicare appare saldamente ancorato al buon senso, all’equilibrio, alla misura: solidi ed esemplari pilastri di quella rettitudine in Lui intrinseca che ne ha sempre segnato il cammino. Benvenuta, quindi, caro dottor Penza, la pubblicazione integrale che può definirsi “il pensiero” del Suo straordinario Papà: pensiero di cui Lei ha voluto rendere apprezzato conoscitore ed estimatore convinto.
il Suo cordialmente grato, Renato De Falco
Glottologo della Lingua Napoletana

Ai cittadini e p.c. agli organi d'informazione
LETTERA APERTA
Cari amici,
so che tutti voi, e su vari fronti, da tempo vi battete, per risolvere alcuni gravi problemi della nostra Città e dei nostri quartieri. Forse l'errore che abbiamo sempre commesso è di essere "sparpagliati" e non "vincoli" come affermava il grande Pappagone-Peppino De Filippo. Sia chiaro, innanzitutto, che con questa mia riflessione, approfittando di uno dei tanti vostri messaggi che ricevo quotidianamente e che leggo volentieri, spesso rispondendo, non intendo assolutamente incidere sulle libertà individuali e sulle finalità che ciascuna associazione o comitato si è date, ma penso anche che l'unione fa la forza e che, almeno su alcuni problemi, potremmo trovare una linea comune. C'è un primo momento proprio al Vomero, nel quale potremo dare corpo a questa possibilità. Sabato 15 dicembre alle ore 11,00 con partenza da piazza Vanvitelli, un corteo di cittadini manifesterà il proprio disappunto, la propria rabbia, in molti casi, per lo stato di degrado del Vomero, specialmente per quanto riguarda i problemi di sicurezza dei cittadini, sovente alla ribalta della cronaca nera. (continua...)
Non ricorderò a voi quante e quali siano le promesse non mantenute dall'attuale governo della città per questo quartiere. A qualcuno che se ne è particolarmente occupato, potrei , per esempio, ricordare , la vicenda dell'area dell'ex gasometro, che doveva diventare un parco agricolo ma non lo è diventato, e sono passati molti anni. Ad altri potrei ricordare la realizzazione della Ztl che, sperimentata l´anno scorso, ancora non c'è e non ci sarà a breve. Ad altri ancora le fonti d'albero che restano vuote e la villa Floridiana al centro di eterni lavori che la rendono in gran parte non fruibile. E non parliamo di temi che ben conoscete, come la sicurezza, l'immondizia, gli aerei che continuano a sorvolare la collina, etc,etc. Ecco per queste ragioni io sabato 15 dicembre in piazza ci sarò e mi farebbe piacere che, superando i distinguo che sovente ci hanno anche potuto vedere, con alcuni di voi, su posizioni divergenti, per una volta tanto fossimo uniti per un solo unico obiettivo, migliorare le condizioni di vita della nostra Città e dei nostri quartieri, attraverso un confronto serrato con le istituzioni, che attualmente mal ci rappresentano e peggio ancora ci amministrano.
Nell'attesa di leggervi, vi saluto con viva cordialità.
Gennaro Capodanno

LETTERA del Dr Silvio Garattini dell’Istituto di Ricerche farmacologiche M. Negri di Milano - Via Eritrea, 62 - 20157
Gentile dott. Penza, grazie per “Cibo e farmaci” su L’Infinito del mese di ottobre. Le sue osservazioni sono presenti in molti dei nostri scritti.
Cordialmente. Prof. Silvio Garattini
Direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”

Ambulatorio della Carità
Egregio dott. Penza,
ho apprezzato molto il suo desiderio di mettere a disposizione dei poveri le sue competenze professionali e quelle dell’Associazione Culturale L’Infinito, che ella presiede. Attesa, tuttavia, l’indisponibilità di luoghi da poter destinare specificatamente ad ambulatorio medico, La invito a concordare con i responsabili della Caritas diocesana tutte le possibili forme di qualificata collaborazione attraverso le strutture di volontariato già operanti nell’Arcidiocesi di Napoli.
Grato per la generosa disponibilità, La benedico di cuore.
Crescenzio card. Sepe Arcivescovo di Napoli

Ambulatorio della Carità 2
Gentile dott. Penza,
Sua Eminenza ha letto la Sua lettera di richiesta, che segue altre già pervenute alle quali abbiamo già risposto tempo fa, anche tramite la nostra Caritas Diocesana. Le assicuro che ci siamo interessati al suo caso, tuttavia siamo spiacenti
comunicaLe che per il momento non disponiamo di cappelle o chiese chiuse agibili che potrebbero essere adibite ad uso di ambulatorio. Speriamo in seguito di poterLe fornire indicazioni utili.
La saluto con ossequio,
Don Sebastiano Pepe Segretario Arcivescovo

Lettera di riflessione
La signora Carmela Pucciarelli, affetta da una grave forma di artrosi deformante ed altre patologie, e il signor Luigi Giliberti, cieco, con residenza in S. Giorgio a Cremano alla Via S. Martino, 81, Parco, con tel. 081473959, lamentano un totale abbandono e una mancanza di assistenza, di aiuto per le pulizie e per la cucina. Con le due pensioni non riescono a retribuire le poche persone che accettano il lavoro. Ma non reggono le spese da sostenere. C’è l’assenza completa delle istituzioni. Quindi il discorso continua per l’ambulatorio della carità, che deve chiudere perché Sua Eminenza conferma il suo rifiuto ad aiutare i sofferenti. Ma che cos’è la chiesa, un’istituzione di carità o una rappresentazione teatrale, senza sostanza? Vi saluto, cari amici della mia giovinezza, rimpiangendo l’appartenenza alle associazioni cattoliche degli anni sessanta, dove s’insegnava la carità.
25/9/2007
Franco Penza Medico