Poesie di Giovanni Procino  
Giovanni Procino nacque a Torre del Greco nel 1917 e morì nel 1984. La vocazione sacerdotale lo spinse in Seminario, insieme a Mario Borrelli, che fondò la Casa dello Scugnizzo, Salvatore Maglione, della Loreto Starace e Mario Di Luca, Parroco per 40 anni della Chiesa Madonna delle Grazie, ma sul punto di essere ordinato sacerdote, rifiutò per il timore di non essere degno dell'abito talare. Si sposò, ebbe una figlia, insegnò nelle scuole elementari e fu segretario poi delle stesse scuole. Grecista e latinista, scrisse buoni testi di pedagogia e di poesie.
 
CRESTA DI MARE AL TEMPIO
Donna,
cresta del mare iridato,
il mio garofalo d'alto stelo
prepotente s'arrossa snodato
per entrare nella tua vergine grotta.
Alto naviga, oh come naviga!
Sol delle Alpi l'acqua gelida
può piegarlo sulla tua spuma,
o cresta del mare sempre iridato!
Luci...
Tenebre nella piaga dell'anima.
Ti scorgo...
Un palpito di ciglia...
suffraga il mio gesto...
Lago di drammi...
uragano di sensi...
Raffiche d'amore
squarciano
la mia vela al vento.
Ladro di sospiri,
mi sperdo
nell'abbandono d'un fiore senza vita.