Linfinito

 

FRATE UMILE

 

di
Franco Penza

 

A Calvisi, in provincia di Caserta,  Rosaria D’Amato il 14 giugno del 1910 partorì Giuseppe Fidanza, poi fra Umile. Subito all’età di sei anni  si notarono in lui i segni di una superiorità misteriosa. Egli prese la via dei campi e rivelò da piccino la vocazione religiosa. Indossò una cinghia con chiodi. Il padre, come era solito, radunò i figli, dicendo:” Abbiamo tre piante di castagne, prima che i ladri colgano i frutti, andate e riempite i sacchi!”  I fratelli riempirono in breve tempo i sacchi di ricci. Si meravigliarono, quando Giuseppe barcollava sotto un carico enorme.

  Da un pezzo di legno di acero ricavò un crocifisso.  Alla Madonnina da Lui dipinta nell’andito della casetta egli rivolgeva i suoi sguardi. Puliva le statue, le riverniciava, strofinava i candelabri d’argento, costruì il pavimento con giochi di fiori.

  Nel luglio del 1933 fu accompagnato dal sacerdote Don Pasticci al convento di S. Pasquale di Piedimonte d’Alife. Militare, dietro pressione del padre, fu assegnato al Reggimento di Artiglieria da Campagna di stanza a Cesena.  Il suo calvario durò quattro mesi. Poi trasferito a Bologna presso l’ospedale Militare incontrò  l’ufficiale cappellano comprensivo.  Terminati i diciotto mesi della ferma, rientrò subito nel convento. Andava questuando, quando nel settembre del 1933, ebbe ordine dalle Autorità francescane di raggiungere la sede di Portici.

  Con “Cicciariello”, il suo asino, scorse un maniscalco, al quale  chiese di ferrare l’animale. Venti minuti dopo con gli zoccoli lucenti intendeva riprendere il cammino. Il fabbro chiese i soldi.

“ Di quali sorde me vaie parlanne. (Di quali soldi mi parli).  Scese dal carretto, sussurrò due paroline nell’orecchio di “Cicciariello”, che diede due colpi sul terreno e staccò i due zoccoli.

Una donna aveva lasciato esanime il corpo di sua figlia a casa . Appena giunto tra la folla, Fra Umile disse:” San Pascale t’ha fatto già ‘a grazia: Torna ‘a casa”.

Ad Airola in una masseria della periferia, una contadina lo pregò di dare un’occhiata alla gallina sua, che non produceva più uova. “Chesta gallina farà l’ove ‘n’ata vota e ‘o primmo sarà speciale, pecchè ten’a forma d’’o zucchetto”. (Questa gallina farà le uova un’altra volta e il primo sarà speciale, perché tiene la forma dello zucchetto).

Un fattore di Paolisi rifiuta l’olio a fra Umile per la lampada di San Pasquale, ma appena fuori la fattoria il recipiente scoppia.

La sua predica era intensa anche se rudimentale:”Pe cchesto nuie pure si simmo ‘e padrone d’’a   terra, dobbiamo stare alle leggi del Superiore e non guardare ai beni temporali”

Non è un rabdomante, non sa di metafisica, non conosce il pendolo e la radioestesia, ha solo doti extrasensoriali con fenomeni di telepatia e bilocazione: E’ “Il telegrafo di Dio”! Spesso ha afflussi di sangue alla testa con abbondanti perdite nasali ematiche. La sua pressione arteriosa è alta. Di cure non vuol sentire. Nel 1947, colto da una grave malattia,.dato per morto,. gli appare San Pasquale e guarisce.

Nel periodo più infuocato delle elezioni, preso di mira dai propagandisti, tollerò finché poté, affronti e dileggi, alla fine passò al contrattacco. Un Tizio dopo averlo provocato con spintoni gli gridò che tutti i religiosi sarebbero stati appesi come salami agli alberi. “Guarda a te, figlio mio, nun fa arraggia’ a Cristo! Dopo aver gozzovigliato nell’osteria, il trasgressore morì.

In una delle permanenze a Portici il fratello Liberato s’accorse che gli mancava l’acqua per radersi. Chiamò il fratello, che lanciò un bicchiere colmo di liquido dalla finestra, che si posò ai suoi piedi.

Nel 1946 andava per le campagne a chiedere vino per S. Pasquale. “Zì mo’, s’è fatto tardi. Vino nun ne tengo!” “E ‘e dieci votte che tieni dint’o cellaro, ‘e chi song!” (E le dieci botti in cantina di chi sono?). “E’ acito!” “E acito adda essere!” E aceto fu. Poi il colono si scusò e l’aceto ridiventò vino.

Un albero di albicocche ricominciò a produrre buoni frutti. I fagioli vermicati  ritornano commestibili. I porcellini, gli agnellini, i polli vengono sanati.

Peritonite perforante, ernia ombelicale strozzata guarite. Guida e redenzione per peccatrici e usurai.  Cancro all’utero scomparso. I maialetti risorgono. I moribondi  respinti.

Il Signore sceglie anime semplici per dimostrare che tutto è vanità e non sarebbe il caso di dividere il mondo in ricchi e poveri.   

 

24/06/2007