Poesie

Alessandro Aldi

Nato a Torre del Greco Napoli nel 1946
 
Brivido d'amore Desiderio La notte Il tuo ricordo
Piccola Tomba Sentinella A Nadia Marinai
Perduto amore Dubbi e delusione La morte di Anna Compleanno
Incontro Domenica delle Palme Prima Nascita Fiori
I tuoi occhi Essere soli Solitudine Noi due
A te La strada Papa' Acqua e Amore
  A mia madre Chi sei  
 

Cenni sul presepe, Festa dell'Immacolata a Torre del Greco, Pittura e Presepi di Alessandro Aldi

 

 
S P I G O L A N D O

Ha partecipato a molte manifestazioni artistiche, in cui si è distinto, ottenendo consensi di critica e di pubblico. Al ” Maggio Musicale “ a Castellamare di Stabia, è stato premiato con Diploma di Benemerenza. E’ Autore di “ Gocce di Rugiada “, raccolte di liriche edite dal l’Infinito.
 
G O C C E  D I  R U G I A D A

Né rime baciate, né alternate , ma spontanietà del verso, che risponde al sentimento dell’uomo semplice, che tenta di non essere soffocato da un mondo di tecnologia e di meccanizzazione. Pur vivendo la realtà attuale, nei momenti più vivi della propria esistenza, quando c’è l’abbandono onirico, sull’ ONDE TURRITE, esterna il dolore umano, ammantato però da fede adamantina, rivolta alla rivalutazione dei valori dell’universo: la famiglia, il focolare, in cui è distribuito l’amore. Poesia semplice, dunque. La voce interiore, il pascoliano “ fanciullino”, riecheggia tra le note del suo pentagramma e ci rende partecipi delle sue rappresentazioni, tormentate e tormentanti, ma sempre doviziosamente aperte alla soluzione del dramma.

Franco PENZA
 

 
BRIVIDO D’AMORE

Al tuo tremar, una corda
del mio cuore si spezzò
Pensai alle sofferenze
di un povero uccellino
che d’inverno soffre,
e al suo povero cuore
si fredda e muore.
Ma tu, tu non tremi
per il freddo.
Ed è questo un pensiero
che fa gioire.
E forse nel mio cuore
vi è la risposta.
Mi Ami.

Anno 1967
  DESIDERIO

Il tuo volto, le tue labbra
sono per me fonte
di desiderio d’amore.
Non so,
ma da quando t’incontrai
in quel gelido giorno,
il mio pensiero non trovò pace
che nella tua immagine.
Il tuo passo leggero,
la tua ombra, mi seguono
in ogni ora del giorno
infrangendo questo amore.
Spero che in un giorno
non molto lontano, questo amore
Si tramuti in realtà
e ponga fine a questo tormento
dell’anima mia, che per te
si distrugge.

Anno 1967

LA NOTTE

E’ notte,
nell’immensa distesa del cielo
milioni di stelle luccicano, sfavillano,
sembrano rincorrersi
paiono barchette di carta
che navigano lontano dagli esseri,
lontano dal mondo.
A volte il cielo plumbeo
le nasconde dietro le nubi
richiamando con la loro luce
quel tratto di mare o di terra
compreso tra i suoi raggi
scoprendo talvolta
una barchetta solitaria nel mare
o un carretto solitario
in una strada talvolta fangosa.
Poi viene l’alba ed esse scompaiono,
un colpo di vento
sembra averle portate lontano
dalla grande distesa del mondo.

Anno 1967

"Premio Internazionale
Maria Antonietta Barbareschi Fino
2° edizione 1982"
Anno 1982
  L TUO RICORDO
 
Quando la pace
sembra sfuggirmi
e il panico l'ha vinta
ecco che nei miei pensieri
ritorni o Ersilia.
E quando le onde
spumose del mare
s’innalzano turrite e forti
ecco che ancora ritorna
più forte e più viva che mai
l’immagine tua, o Ersilia.
Ma quando infine ritorna
il sereno nel cielo
e la pace nel cuore
anche il tuo ricordo
svanisce nell’aria.
Come un angelo
che salvato il suo agnello
ritorna nel cielo.

Anno 1968

PICCOLA TOMBA

Un lungo viale
ornato di alti cipressi
segue la strada del riposo.
ovunque si vedono volti
della vita che si è spenta.
Un passero vola nell’aria imbrunita,
nel suo dolcissimo canto
accompagna un pianto soffocato di donna.
Un altra anima è salita al Signore.
Il canto è dolcissimo
la donna si volta
e il suo piccolo vede
salire nel cielo.
Ora il suo volto è felice
rivolge lo sguardo al cielo
ringrazia il Signore di tanta bontà
e s’allontana dalla piccola tomba addobbata.

Anno 1968

"Premio Internazionale
Maria Antonietta Barbareschi Fino
2° edizione 1982"
Anno 1982
  SENTINELLA

Sentinella,
che nella buia notte
ti muovi con passo lento
ma sicuro, nei sentieri
poco conosciuti,
sei sempre pronta
ad affrontare con coraggio
non solo il nemico
ma anche il vento e il gelo
la pioggia e la neve .
Tu che nelle ore buie della notte
quando tutto è tranquillo e tace
pensi a colei, che ti pensa e t’ama.
Ma il tuo spirito
È un forte guerriero
Che dà forza e vigore
e conserva la vita.
 
Anno 1969
 

A NADIA

Col capo chino
sulle braccia in croce
lei guardava nel nulla oscuro.
Due occhi di un azzurro chiaro
parevano guardarti, ma
quel suo dolce e smarrito sguardo
era si, diretto nel nulla oscuro,
ma portava un pensier d’amore
ad un ignoto a me presente.
In quella semplice posa
sembrava vedere il puro
di un animo gentile,
e dal semplice tratto
di un viso fanciullesco
ti appariva donna.
Sarebbe stato bello, toccare
quel dolce viso
e stringere tra le dita
i suoi capelli d’or.
Baciar le pur infantili labbra
E sentire il calore
Di un così fragile corpo.
E se il suo pianto,
che per amore riga il viso,
dovessi asciugare, ebbene
lo farei col dolce tono
di una parola amica
e una carezza amara.
Oh ! Nadia , se solo tu sapessi
l’arcano che ho nel cuore,
forse capiresti quando mi appartieni.
ma il fornicar che hai nel cuore
ti condannerà, e il viver tuo
non sarà l’immagine pura
di un’immacolata donna,
ma il lieve riflesso
di uno sporco rio.

Anno 1970
  MARINAI

Tra il vento e il gelo
bufere e tempeste la nave cammina,
Ricordi che vanno
Ai cari lontani,
son cose che solo
chi naviga capire potrà.
Si sfida il destino:
la vita è in gioco
ma il marinaio tutto sfidò.
Il mare è vita
Speranza futura, ti tempra
L’anima e uomo ti fa.
Per giorni e per anni
la nave cammina
portando lontano
la povera gente, che
solo per i suoi cari
il mare sfidò.

Anno 1970

"Premio Rhegium Julii 1983"
Città di Reggio Calabria
Febbraio 1983

PERDUTO AMORE

Ritorno, si ogni volta
in quel regno di pace
da te poco apprezzato,
dove un di aspettavo
con ansia, ma non per te.
Ormai per me sei svanita
in una fittissima nebbia
da dove mai più potrai tornare.
Tu, che cercavi solo il piacere
nell’oblio dell’amore
non hai saputo amare
chi credeva nelle tue virtù.
Ed ecco che pentita
Vorresti a me tornare
E riprenderti il tuo perduto amore.
Ma ormai è tardi;
ho chi mi ama, e ricambio
e perderla non vorrei
per un tuo capriccio.

Anno 1971
  DUBBIO E DELUSIONE

Passarono i giorni, gli anni
ma mai ti vidi con si passo leggero
percorrere da sola la viuzza
che ti conduce a casa;
e voltarti e rivoltarti con insistenza
come per dirti: ma dov’è?
Perché non viene?
Forse mi ha dimenticata?
O forse ama un’altra?
Ed io sto lì fermo, inerte a guardarla
mentre s’allontana sempre più
e con essa quella speranza
che io avevo da sempre atteso
e che ancora mi sfugge.
Mentre mi domando:
perché lo avrà fatto?
A quella domanda
una luce di speranza
illumina la mia mente
e ritorno a sperare.
Ritorno a percorrere le strade
che l’amata accompagnata faceva
rivedo i luoghi in cui ero solito
attendere il suo passaggio.
Nella sua verginità di donna
La rivedo sempre più pura e più bella.
Il suo sguardo soave
i suoi occhi arcani
nascondono ciò che mi sfugge.
Vorrei frugar nei suoi pensieri,
amare ciò che ama
far parte della sua vita
per poterle dire: t’amo!
nella gioia e nel dolore.
Ma tutto è svanito nel nulla,
non una parola che potesse
farmi rivivere i giorni di speranza
ma scacciato e deriso
e con essa il crollo
di un amore impossibile.

Anno 1971

LA MORTE DI ANNA

Era un mattino d’autunno.
Una leggera brezza di vento
correva tra i suoi capelli
portando lontano le morte foglie
ingiallite dal tempo.
Nel cupo cielo grigiastro
si intravedeva un raggio di sole.
In quel viale
che doveva strapparti alla vita
passeggiavamo ignari e felici.
SI, ti ho persa
in un fatale mattino d’autunno.
Ricordo un grido
E poi ti ho vista lontana
strappata alla mano
che ti teneva unita alla vita.
Là in terra grondante di sangue
sembravi l’agnello sull’ara.
Portavi in grembo un bambino
mio figlio.
Due vite ho perso quel dì
Lasciandomi solo
mi hai detto perdonami,
la vita avrei dato
per farti felice.
A quel volto rigato di pianto
chiesi un sorriso,
e su quelle calde labbra
tinte dal purpureo sangue
posai per l’ultima volta
il bacio, che le diede
L’eterno riposo.

Anno 1976
  C O M P L E A N N O

Se pur non fui presente
in quel felice giorno
di sofferta gioia
e tormento dolor di parto.
Or posso amar quel fiore
odorarne il profumo
sfiorarne lo stelo
e intingermi le labbra
del suo nettare.
Quel giorno, quel fiore,
quell’aprile.

Anno 1978

"Premio Rhegium Julii 1983"
Città di Reggio Calabria
Febbraio 1983

I N C O N T R O

Quel giorno ti cercavo
per caso t’incontrai
tra l’incertezza, ti fermai.
I nostri cuori si unirono
il nostro amore sbocciò.
Gennaio ci unì per la vita
il bianco della luna ci cullò
l’ardente sole ci baciò
il verde della flora ci ristorò.
Novembre ci portò
la tenerezza di una vita.
Ancora inverno,
sole, verde, luna, amore
ancora vita.
Continuo ad amare
E soffrire con te
Essenza della mia vita.

Anno 1978
  DOMENICA DELLE PALME

Ramoscello d’ulivo
che passi, tra mani
tremanti, e mani innocenti
portando con te, quel
dolce ricordo d’amore.
Riporta la pace
tra i popoli in lotta
tra gente che odia
e porta rancore.
Perdona i malvagi.
Dà fede ai mortali
portatori del male.

Anno 1980

P R I M A  N A S C I T A

Mamma, dolce parola
dal suono soave
che racchiude in se
amori e sentimenti
d’immenso valore.
Oggi, giorno di gioia
e travagliata felicità
appartiene anche a te.
Sii sempre fiera,
forte e orgogliosa
gli hai dato la vita
ora dagli l’amore.
La gioia di vivere
la serenità di spirito.
Io ti aiuterò, mamma.

Anno 1979

"Premio di Poesia Gaetano di Biaso"
Regione Lazio comune di Cassino.
Anno 1982
  F I O R I
 
Fiori.
Che il profumo
di questi fiori
ti dia vita.
Come la vita
che hai portato
alla luce.
Ti dia gioia
Come la gioia
di due cuori felici.
Ti dia amore
Come l’amore
che una madre
sa dare ai suoi figli.
Fiori.

Anno 1981

I TUOI OCCHI

Piccoli occhi
dai raggi luminosi
posati per incanto
su un viso fanciullesco
a tratti armoniosi.
Li guardano, mi guardano
e dicono tutto.
Di tristezza si velano
di gioia si irradiano
di amore si appagano.
Non si vede mai odio
solo bontà.
Io amo quegli occhi
che chiedono tanto
ma danno altrettanto.

Anno 1982

"Premio di Poesia Gaetano di Biaso"
Regione Lazio comune di Cassino.
Anno 1982
  E S S E R I  S O L I

La strada è deserta
nel buio tetro della notte
due esseri se ne vanno
per le strade della città.
Parlano dei loro fatti,
sembrano felici;
ma qualcosa nei loro cuori non va.
Ritornano alla loro casa
ma ciò sembra non farli felici
qualcosa li ferma, li trattiene
mai più vorrebbero tornarvi
ora che colei che li amava
È morta.
Essi ora sono soli e senza
nessuno che l’ami

Anno 1985

S O L I T U D I N E

Ti trovi in lei e non sai.
Trascinato dai molti pensieri
a volte ti rifuggi
per chiarire la vita
che intorno a te si svolge,
cercando d’aiutare la tua persona
che ormai va perdendosi
tra l’età che avanza
e il tuo carattere, che
va spegnendo qualsiasi azione,
da cui puoi trarre il bene.
E quando infine ti ritrai
da quelle tristi cose
allora cerchi di fuggire
e ritrovar la gioia.
Ma il tuo carattere chiuso
e senza alcuno amico,
ti trascina là, dove lei
ti attende.
A volta la si cerca
e le si chiede aiuto
ma se diventa un vizio
come per tante vite,
ti puoi dir finito.
E la solitudine
che sempre hai cercato
si prenderà quel poco vivere
che ancora ti rimane.

Anno 1989
  N O I  D U E
 
Se ti guardo negli occhi
non sempre mi guardi
eppure sento di amarti
come so che mi ami.
Se ti chiedo un bacio
non sempre mi baci
eppure senti il mio bacio
come so che vorresti baciarmi.
Perché il tuo animo è nobiltà.
Perché il tuo candore è dolcezza.
Perché il tuo corpo è armonia.
Perché il tuo amore è felicità.
Io ti amo
amore pulito
semplice infinito.

Anno 1992

A TE

Ieri sembra oggi,
oggi sembrava ieri
e ancora non si sa
il dì che ti vedrò.
Forse ancora un ieri
e oggi passerà
prima che io potrò
stringerti ancora.
Se questi giorni fossero
lunghi come l’eternità
non sarebbero un’eternità.

Anno 1996
  L A S T R A D A
 
Vita e sofferenza
Gioia e amore
Perdono e morte
Pace e resurrezione

7 Novembre Anno 2001

PAPA'

Già privo d’amore
in un contesto di vita
sei stato lasciato
e l’animo ferito

Vivesti di piccole cose
di spirito sano
di forza e speranza
e voglia di vivere

L’orgoglio gagliardo
ti ha dato la spinta
di amare e gioire
pentirti e soffrire

Faro presente e lontano
di uomo di mare
tracciasti la rotta
di un porto sicuro

Un neo soltanto
l’egoismo dettato
dall’essere stato
una vela sull’onda

Ma sul piatto
della stadera
è il peso minore
maggiore è l’onore

Il pendolo batte
l’ora è presente
ma la morte
è crudele

Ciao papà

8 Febbraio Anno 2002
  ACQUA E AMORE

L'acqua è battesimo
L'amore è bontà
L'acqua è benedizione
L'amore è dolcezza
L'acqua è dissetante
L'amore è disponibilità
L'acqua è dono
L'amore è fraternità
L'acqua è fonte
L'amore è gioia
L'acqua è purificazione
L'amore è serenità
L'acqua è sorgente
L'amore è sincerità
L'acqua è speranza
L'amore è umiltà
L'acqua l'amore è vita.

Ravenna, 21/03/2006

A mia madre

Nella tua gioia
Nella tua forza
Nel tuo amore
La nostra vita

02/02/2006
  Chi sei

Non ti cerco
gelida penetri
oscura e profonda.
Ti insinui
nel mio corpo
lo rendi rigido
bianco
lo porti via
sei tu
la morte.

Ravenna 26/01/2007